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Comportamenti dei consumatori

I cambiamenti intervenuti nella struttura sociale, economica e culturale del Paese hanno contribuito a modificare lo stile di vita e le abitudini di consumo delle famiglie italiane. La ricerca di prodotti in grado di far risparmiare tempo, caratterizzati da elevato contenuto di servizio, gusto e sapore di una volta, sicuri dal punto di vista igienico-sanitario, innovativi e rispettosi dell'ambiente, ha avuto riflessi anche sugli acquisti di ortofrutta. E' stata, infatti, registrata una crescita della domanda di ortaggi surgelati e succhi di frutta, che, grazie ad elementi come praticità e facilità di consumo, accrescono la loro pressione concorrenziale sul segmento del fresco. La medio-grande distribuzione è riuscita così a rosicchiare quote di mercato sempre più consistenti alla vendita ambulante.

Tuttavia, la costante attenzione mediatica ai problemi della sicurezza alimentare conduce gli stessi consumatori a riflettere sulle condizioni in cui i prodotti agricoli vengono coltivati o trasformati, oltre che sull'impatto ambientale dell'agricoltura e della produzione alimentare. Così, i moderni stili di vita danno luogo a nuove tendenze alimentari che pervadono il comportamento d'acquisto e l'attenzione nei processi selettivi dei consumatori, le cui scelte, da anni ormai si orientano verso alimenti più sani, più nutrienti, più gustosi, ottenuti con metodi più rispettosi dell'ambiente. Il filo conduttore di questa evoluzione è la qualità: elemento irrinunciabile nella sua complessità. La sicurezza degli alimenti è ovviamente il presupposto di base della qualità e ne costituisce, pertanto, un elemento obbligatorio. Altri aspetti della qualità sono, invece, facoltativi per il loro carattere in parte soggettivo, ossia legato alle preferenze dei consumatori (gusto, odore, aspetto).

Da questo punto di vista, seppur complesso ed articolato, il riordino dei mercati e lo sviluppo ed il potenziamento dei servizi agli operatori al dettaglio di prodotti ortofrutticoli rappresentano, da un lato, una maggiore garanzia di tutela del consumatore nell'acquisto di produzioni fresche, genuine, "tracciabili", di qualità (soprattutto presso i banchi dei produttori in vendita diretta) e, dall'altro, il volano di crescita della tradizione e del tesoro ortofrutticolo tipico del territorio di Roma e provincia.

Per fornire alcuni numeri, infine, si sono presi in esame i dati della rilevazione statistica dell'ISTAT riferita al 2002. A livello geografico si vede come al sud si concentra la maggiore quota di acquisti domestici di ortofrutta fresca (34,6% dei volumi e 29,3% della spesa nazionale). Per quanto concerne il Lazio, il cui dato statistico è contenuto in quello delle regioni centrali, la quantità di prodotti ortofrutticoli freschi assorbita è pari a 22,4% in quantità e 23,1% in valore. Il Centro, inoltre, risulta essere anche l'area le cui famiglie residenti spendono di più rispetto ai nuclei familiari del sud e del nord nell'acquisto di ortofrutta fresca. Dall'analisi dettagliata risulta che è proprio il Lazio a registrare il maggiore volume di acquisto per famiglie acquirenti.

La costante attenzione mediatica ai problemi della sicurezza alimentare conduce gli stessi consumatori a riflettere sulle condizioni in cui i prodotti agricoli vengono coltivati o trasformati, oltre che sull'impatto ambientale dell'agricoltura e della produzione alimentare. Così, i moderni stili di vita danno luogo a nuove tendenze alimentari che pervadono il comportamento d'acquisto e l'attenzione nei processi selettivi dei consumatori.