La cerasa laziale
La diffusione della ciliegia nel Lazio: tra specie autoctone tipiche, sagre e premi
Alcuni territori della provincia di Roma, soprattutto dei comuni di Montelibretti, Moricone, Nerola, Montorio Romano, Palombara Sabina, sono da tempo immemorabile, come testimoniano le piante secolari presenti sul territorio, vocati e coltivati a ciliegio Ravenna della Sabina, che deriva dalle cultivar locali Ravenna precoce e Ravenna tardiva. Di forma rotonda, del calibro da 15 a 20mm e di colore rosa tendente al vinoso, la polpa ha un sapore ottimo, dolce, persistente e con la tessitura grossolana.
L'uso del prodotto è fortemente radicato nella cultura locale avendo acquisito spazi nella cucina tradizionale della zona, in particolare nella conservazione delle ciliegie sotto spirito e nella preparazione di marmellata, sciroppi, succhi e distillati.
Inoltre, sono ormai più di settant'anni che a Palombara Sabina, comune alle porte di Roma, si celebra la Sagra delle Cerase. Il paese, che sorge su un colle ai piedi del Monte Gennaro, è dominato dal Castello Savelli ed è circondato da ricche estensioni di ulivi e ciliegi. In questo territorio vengono raccolti ogni anno quintali e quintali di ciliegie e di fiori profumati, che vengono riutilizzati per l'abbellimento e la decorazione dei carri allegorici che sfilano per le vie del paese durante i giorni di festa.
Con cerase, da queste parti, si intendono le ciliegie, quelle di ottima qualità, che hanno ricevuto una propria denominazione. Infatti, la Ravenna di Palombara viene esportata in tutta Europa: rossa, carnosa, dal sapore eccellente, essa è diventata la protagonista assoluta di una festa che vuole celebrare insieme la stagione della raccolta e l'arrivo dell'estate.
La Sagra delle cerase è la festa civile più importante di questo Comune e si svolge la seconda domenica di giugno, anche se, in effetti, essa dura una settimana, con mostre diverse di pittura, artigianato e prodotti tipici agricoli e la premiazione delle cerase più belle. Nei vari rioni si svolgono canti e balli e nelle piazze "giochi popolari".
La mattina della domenica della festa c'è una sfilata di ragazze e ragazzi in costume tipico palombarese con premiazione ufficiale dei costumi più belli, mentre, nel pomeriggio, si svolge proprio la sfilata dei carri allegorici. Ogni rione prepara un carro: il tema dei carri è libero purché essi facciano riferimento alla cerasa. Infatti, la loro copertura deve essere interamente vegetale, composta di ciliegie e di fiori, che vengono attaccati uno per uno alla struttura portante, con una colla a caldo fatta di un impasto d'acqua e farina. Solo così i colori della frutta non perdono la loro brillantezza. Viene premiato il rione il cui carro venga giudicato come il meglio addobbato.
Inoltre, nelle sale della rocca si possono visitare le mostre, tra cui quella delle cerase e dei prodotti tipici.
Infine, nel territorio del Comune di Celleno, nella Tuscia viterbese, la produzione di ciliegie ha una storia antichissima. In questo paese si svolge annualmente una festa molto famosa ed interamente dedicata alla ciliegia ed il cui apice è rappresentato da una sfilata di carri allegorici, realizzati dai cittadini, e dalla premiazione del più bello. La sfilata si conclude con la "crostatona": una crostata di marmellata di ciliegie lunga oltre 10 metri.
Dal 1998, inoltre, questa festa ospita il concorso nazionale "Ciliegie d'Italia", premio Claudio Locchi, durante il quale campioni di cerase provenienti da varie regioni italiane vengono assaggiati da una commissione di degustatori qualificati, che procede all'assegnazione dei premi per la migliore ciliegia, per la ciliegia più bella alla vista e per il gusto. Tali ultimi due riconoscimenti sono stati istituiti dopo la ricerca condotta dal CNR di Bologna, dalla quale è emerso che sono proprio le ciliegie il frutto che più di ogni altro stimola la sensorialità degli italiani.
Infine, nel giugno del 2003, sempre in occasione della festa di Celleno, ben venti comuni italiani hanno costituito l'Associazione Nazionale Città delle Ciliegie, con la finalità di valorizzare il prodotto su scala nazionale ed internazionale. Ad essa aderiscono 36 Comuni, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia.
In occasione della sagra di Celleno si è svolta anche una delle più singolari gare che si conoscano: lo "sputo del nocciolo". Ad aggiudicarsi il trofeo 2006 è stato un signore di Montefiascone, che ha scagliato il nocciolo di ciliegia a quasi 15 metri di distanza.
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